Archivi mensili: febbraio 2015

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Ben tre gli appuntamenti che ci aspettano nelle prossime settimane.

La prima data da segnare sul calendario è il 28 febbraio, giorno in cui Francesco G. Lugli presenterà l’antologia Scritti Con Il Sangue, presso il Chiringuito, Corso Indipendenza 10, Milano. Modererà l’incontro Andrea Carlo Cappi. Potete confermare la vostra presenza alla pagina Facebook dell’evento.

Passiamo a marzo e in prossimità della festa della donna, più precisamente il 6, Eleonora Della Gatta parlerà del suo Fuori È Buio presso la libreria Marcovaldo, via Cairano 22, Roma.

Chiudiamo la triade con l’evento del 20 marzo che si terrà presso la Libreria Grande, Via della Valtiera 229/L/P Ponte San Giovanni (PG). Fabio Tacchi presenterà il suo Bet.

Chi ci segue sui vari social network avrà già notato le uscite del mese di febbraio ma facciamo una rapida carrellata anche qui. È partita infatti la nuova serie dedicata ai Grandi Antichi, inaugurata da Claudio Vergnani e dal suo Lovecraft’s Innsmouth.

Sempre restando in tema marino – ma cambiando totalmente atmosfere – segnaliamo l’uscita di Evadne – La Sirena Perduta dell’autrice spagnola Diana Al Azem.

Se avete già apprezzato Pietro Gandolfi con il suo William Killed the Radio Star, vi invitiamo a leggere il racconto Avventura alla Stazione di Servizio.

Infine, segnaliamo l’antologia Un Assaggio di Dunwich 2, dove troverete quattro racconti completi firmati da Alexia Bianchini, Eleonora Della Gatta, David Falchi, Claudio Vastano.

Le novità non finiscono qui. Oltre a lavorare ai nuovi episodi di Infernal Beast, Moon Witch e Cthulhu Apocalypse stiamo preparando una valanga di nuove uscite.

Cominceremo con qualcosa di appetitoso per i fan dell’horror made in Italy. La Cisterna, di Nicola Lombardi.

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Mirko: In principio fu il navigatore satellitare, poi il viaggio e l’arrivo al Bar Al Ranch in quel di Cremona per presentare il romanzo William Killed The Radio Star scritto da Pietro Gandolfi.

Pietro: Ogni viaggio di questo tipo reca con sé una minaccia, perché non si può prevedere cosa ci aspetterà una volta giunti alla meta. Un pubblico ostile? Scarso? Nessun pubblico? In fondo non importa, l’importante è esserci per gridare al mondo tutta la nostra passione, fatta di libri, ore trascorse a scrivere e contatto con i lettori. Se ogni viaggio portasse a conquistare anche un solo nuovo lettore, sarebbe un viaggio andato a buon fine. Per fortuna, è andata persino meglio. Molto meglio.

Mirko: Tutto era iniziato alcuni giorni prima con una semplice domanda di Mauro Saracino, il boss della Dunwich Edizioni: “vuoi essere l’uomo d’onore di Pietro?”

Pietro: Piccolo retroscena: indovinate qual è la prima persona che mi è venuta in mente per condurre la presentazione? A casa Dunwich funziona così, si finisce col ragionare tutti sulla stessa lunghezza d’onda.

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Mirko: Potevo rispondere “no” a un’offerta del genere? Non volevo e non potevo, sia per il piacere di trascorrere del tempo con Pietro, una di quelle penne capaci di tatuare le parole nella memoria di chi legge e anche per partecipare a una sfida vera e propria: ogni presentazione è come un duello. Cos’altro può essere un momento in cui l’autore e il pubblico si confrontano, non soltanto per vendere qualche copia in più, ma per conoscersi e riconoscersi? Chiaro, alla fine i contendenti o si amano o si odiano, non c’è via di mezzo.

Pietro: Sono d’accordo, soprattutto quando la presentazione è “vera”. Non so come funzioni per gli altri, ma quando parlo con il mio pubblico, i miei “esserini” come li ho battezzati ormai da tempo, mi piace farlo in maniera sincera, senza preparare nulla, rimanendo all’oscuro di ciò che il relatore mi chiederà. Il rischio? Esiste e si potrebbe manifestare attraverso domande scialbe o palesemente lontane dall’obiettivo. Con Mirko queste paure non hanno senso, perché basta poco per comprendere quanto il ragazzo abbia la capacità di centrare le tematiche. Di William Killed the Radio Star ha afferrato il senso, il ritmo, le intenzioni. Che, per chi ancora non lo sapesse, è tutto all’insegna dell’orrore. Quello vero.

Mirko: Pietro è stato capace di accorciare le distanze che la pagina scritta crea, sino a condurci al cuore del suo romanzo. Il successo non è frutto dell’improvvisazione, tutto questo non sarebbe stato possibile se non ci fossero stati Sara ed Enrico.

Pietro: Già, perché mai come in questo momento storico, la letteratura – e quella dell’orrore in particolare – è portata avanti dalla passione. Serve gente che ci creda e per fortuna, a parte me, Mirko e Mauro, abbiamo scoperto che anche Sara ed Enrico hanno le idee chiare. Per far funzionare eventi del genere serve sbattersi, promuoverli, creare il giusto ambiente. Tutto è perfettamente riuscito e, strana coincidenza, l’atmosfera mi ha ricordato proprio quello del Queen in the Woods, il locale di cui si narra nel libro.

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Mirko: Capaci di farci sentire subito a casa, ci hanno accolti e fatti accomodare in una sala apposita per ospitare l’aperitivo letterario. L’unico “neo” che ho rilevato è la bontà e l’abbondanza del buffet… Sara, e questo te lo dico con un occhio alla pesa, ricorda che anche gli scrittori ingrassano!

Pietro: E non dimentichiamoci uno dei fattori fondamentali: la birra! Altra piccola rivelazione: senza tutta la birra bevuta durante la sua realizzazione, non so come William sarebbe uscito!

Mirko: Cremona non è tutta Torrazzo e violini e questo l’ho capito vedendo arrivare il pubblico. Con la solita attesa che precede questi appuntamenti, le sedie sono state occupate ed è partito il valzer degli sguardi e delle frasi rubate; quella sorta di timidezza che precede i momenti di quiete prima della letteratura. Ci studiavamo e cercavamo di capire cosa potesse accadere importando del sano horror italico…

Pietro: Mi piacciono questi incontri perché si crea la possibilità di portare l’orrore a gente nuova, anche chi magari non è cresciuto a pane e Romero, Laymon, Barker e Yuzna. Perché a volte si ha l’errata percezione che l’horror sia un qualcosa realizzato approssimativamente, con l’unica caratteristica di nascondere ogni imperfezione sotto litri di sangue. Invece c’è molto di più e basta stare ad ascoltare il rumore della paura, dei passi scanditi nell’oscurità e, per parafrasare Mirko, degli attimi che anticipano lo scoppio della violenza. Eh sì, perché in effetti di sangue ce n’è sempre parecchio…

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Mirko: Pietro non è nuovo ai palcoscenici e molti dei presenti se lo ricordavano in alcuni concerti tenuti a Cremona, mentre vestiva i panni di Lord, leader dei Bringer of War.

Pietro: Mi dichiaro colpevole. Nonostante portare in giro dell’Epic Metal fatto alla vecchia maniera sia appunto paragonabile a scrivere horror viscerale e controcorrente. Ricordatemi nella prossima vita di darmi al liscio e ai romanzi rosa, così da rendermi tutto un po’ più facile!

Mirko: L’evento inizia senza imbarazzo e William Killed The Radio Star finisce al centro della scena. I presenti si sintonizzano sulle frequenze di WKTL e conoscono Jazz, un DJ di colore originario della Louisiana approdato a Little Wood, un piccolo paese nel nord America. Una normale diretta notturna si trasformerà in un incubo, mentre un’abbondante nevicata seppellisce le speranze di arrivare al mattino… Non vi dico nient’altro, vi invito a leggere il romanzo.

Pietro: Ancora una volta mi trovo perfettamente d’accordo: quando curioso in una libreria – reale o digitale che sia – mi piace lasciarmi sorprendere. Una volta “annusata” una storia interessante mi piace lasciarmi trasportare, senza conoscere prima troppi dettagli. Con questo approccio si mostra una forma di fiducia nei confronti dello scrittore: nel mio caso spero di essere apprezzato, ma in ogni caso posso dire di essere sempre onesto al 100% nei confronti del lettore. Questo è quello che mi piace e per fortuna riesco a condividere. Il resto è scritto fra le pagine.

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Mirko: Mentre Pietro svelava alcuni retroscena della sua scrittura, ci introduceva nel suo immaginario, condivideva la sua passione per la musica con cui ha condito William Killed The Radio Star, rivelava alcune gustose anticipazioni per i suoi progetti futuri mentre l’interesse del pubblico cresceva con un moto uniforme e accelerato, sino a diventare una bella chiacchierata tra amici.

Pietro: Per queste anticipazioni vi invito a seguirmi sulla mia pagina.
Non sono uno cui piace rimanere fermo a lungo e sono alla perenne ricerca di nuovi stimoli, nuovi progetti. Il pubblico è stato numeroso e fantastico, e non ha risparmiato quel contatto umano fondamentale per noi scribacchini. È bello arrivare in “terra straniera” e trovare una tale accoglienza, è grazie a momenti come questo se si arriva a pensare di stare facendo la cosa giusta.

Mirko: Vi consiglio di non mancare alle sue presentazioni, perché sa come raccontarvi ottime storie ed è una persona che vale la pena conoscere.

Pietro: Non posso che dire lo stesso di Mirko, una persona preparata e dalla cultura davvero vasta, capace di una gentilezza estrema, particolare che si nota anche solo dal suo tono di voce, sempre pacato. Vi rimando anche alla sua attività come scrittore, uno che, fra l’altro, del rapporto fra parola scritta e musica ha compreso più di chiunque altro.

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Mirko: Ci vediamo alla prossima e restate sintonizzati sulle frequenze Rock di Dunwich Edizioni.

Pietro: Spero davvero di avere la possibilità di conoscere ancora tanti esserini e di continuare a farlo sotto il marchio Dunwich. Leggete, commentate, fateci capire se apprezzate il nostro lavoro. Permettetemi ancora un ringraziamento a Mirko, a Mauro, a Sara ed Enrico e a Giuliano, amico e professionista che si è occupato di curare la parte audio e video dell’evento. E per i miei esserini, ci vediamo molto presto, in occasione della festa degli innamorati. Così, giusto per tingere di sangue un evento altrimenti troppo romantico. Horror Rules!

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L'Estate Segreta di Babe Hardy - Kindle

In una giornata piovosa, ideale scenografia per raccontare un romanzo horror, un gruppo di coraggiosi spettatori ha partecipato all’incontro napoletano dedicato a L’Estate Segreta di Babe Hardy.

Luogo della presentazione, la libreria Iocisto di via Cimarosa 20, un ambiente amichevole animato dal senso di partecipazione collettiva dei suoi frequentatori, tutti raccolti come uno zoccolo duro intorno alla “propria” libreria, l’unica dell’elegante quartiere Vomero.

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A Viviana Calabria è toccato il compito di rompere il ghiaccio, presentando il progetto di Iocisto, la Dunwich Edizioni e il libro della serata al pubblico in sala che ha visto una cospicua presenza di creativi, editor e artisti.

Colleghi scrittori come Rosalia Catapano (Homo Scrivens) e Andrea Corona (Milena Edizioni), ospiti graditi come la scrittrice Michela Murgia, amici e altri visitatori si sono lasciati condurre in un piccolo tuffo nella Hollywood degli anni ‘30, trascorrendo un’oretta di divagazioni condotte da Annamaria Laneri.

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È ovvio che per un timido incallito come me l’impresa risultasse titanica, rendendomi sciolto quanto il cadavere disseppellito della copertina di Andrea Piera Laguzzi. Per fortuna l’atmosfera raccolta e circondata da libri ha incorniciato un simpatico dialogo a tre gestito dalla relatrice, con la sua analisi del testo attenta e non pedante, intervallata dall’attore Michelangelo Ragni che ha interpretato con grande suggestione alcuni estratti salienti.

La possibilità di alternare più voci ha reso scorrevole il discorso, consentendo a un rapido botta e risposta di lasciar scoprire i vari registri narrativi del libro, le sue chiavi di lettura e le citazioni disseminate. Di grande aiuto per coinvolgere l’attenzione dei lettori, inoltre, è certo l’enorme simpatia dei reali protagonisti Laurel e Hardy, insieme alla fascinazione del cinema anni ‘30 riproposto dalla voce di Michelangelo Ragni con le sue letture brillanti ed evocative.

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I dialoghi caustici tra Fairbanks sr., Laurel e Hardy hanno portato un pizzico di emozioni in bianco e nero tra i colori della libreria, aggiungendo delle note slapstick alle tante sfaccettature letterarie degli scaffali.

Le domande finali del pubblico sono state la conclusione di un incontro piacevolmente informale, consentendo in un ultimo scambio di battute di scovare collegamenti e ascoltare osservazioni ricche di interesse.

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Se avessi avuto una bombetta, mi sarei sventolato la faccia con sollievo. Sotto la luna, Stan e Babe hanno occhieggiato sornioni tra i libri di Iocisto.

Anche questa volta ce la siamo cavata.

Via con i titoli di coda…

 

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1692, Salem.

Rebecca Nurse e le sue consorelle, le streghe della congrega Moon Witch, dopo essere state smascherate e sconfitte dall’Inquisizione, ardono sul rogo. Prima che la morte le raggiunga, riescono tuttavia a pronunciare un incantesimo unico nel proprio genere che, pur non potendo proteggere i loro corpi, ha lo scopo di salvarne le anime. Gli spiriti delle donne trovano rifugio all’interno di oggetti incantati, in attesa che persone a loro affini li trovino e li risveglino, riportandoli in vita.

Nel tempo i manufatti hanno finito per separarsi e si trovano ora sparsi per il globo.

Oggi, streghe moderne, inquisitori e altre misteriose creature tessono le loro ambigue trame, senza sapere che i tempi sono maturi: la congrega Moon Witch sta per tornare.

La notte fra il 31 gennaio e il 1° febbraio, esattamente a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, cade Imbolc, la festa pagana della luce delle candele, che scandisce il tempo tra buio e luce. Imbolc è una delle quattro feste del fuoco – anche note come Sabba – della religione wiccana, anticamente praticata da coloro che sarebbero stati accusati di stregoneria.

Il primo febbraio di quest’anno le vicende della congrega di Rebecca Nurse prendono vita con il primo episodio della serie Moon Witch. Ogni novella della serie, scritta da un autore diverso, avrà differenti protagonisti e sarà autoconclusiva. Tutte le storie si svolgeranno però all’interno della medesima cornice narrativa e seguiranno le sorti delle streghe di Salem.

Il primo episodio, La Lama d’Argento, di Giulia Anna Gallo è già disponibile QUI.

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